lunedì 18 novembre 2013

Illy: storia di un'azienda tutta italiana

Iniziare la giornata con un buon caffè espresso è ciò che mi auguro ogni mattina, soprattutto quando mi trovo all'estero. Se ripercorro i miei viaggi non è un caso che i migliori caffè li abbia bevuti, quasi sempre, in bar o ristoranti che utilizzavano Illy. Ricercare la scritta bianca in quel quadrato rosso è un gesto ormai inconscio, so che quell'insegna o quell'adesivo è garanzia di qualità e che per un attimo non mi farà rimpiangere la macchinetta e la moca lasciate a casa. Dopo aver trascorso 24h a Trieste per visitare l'azienda, ho scoperto quanta cura ci sia dietro al prodotto di questa azienda e come la bontà di questa eccellenza italiana non sia lasciata assolutamente al caso.

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Per capire come un bar che utilizza Illy possa diventare un punto di riferimento non solo per il paese in cui è collocato, abbiamo fatto colazione a Palmanova da La Caffetteria Torinese, che si è aggiudicata il Premio Illy come Miglior Bar d'Italia 2014 assegnato dal Gambero Rosso e consegnato un paio di mesi fa a Roma proprio dal titolare dell'azienda. Ci sono bastati pochi di minuti di chiacchiere con il titolare, Nereo Ballestriero, per capire quanto grande sia la passione che ha reso la loro attività tanto celebre: materie prime di prima qualità, attenzione al cliente, orario di apertura garantito fino a sera inoltrata, possibilità di fare colazione accompagnando caffè o cappuccino con portate anche salate. Un'offerta vasta e variegata che gli ha fatto ottenere per il secondo anno questo riconoscimento tanto ambito.

Il nostro viaggio esplorativo, da consumatori curiosi e blogger,  nel mondo Illy è proseguito con alcune ore trascorse direttamente in azienda. Concentrati a carpire i dettagli della produzione, abbiamo avuto la possibilità di attraversare il percorso riservato agli addetti ai lavori, osservando gli incessanti movimenti che i macchinari ripetono. Odore intenso di caffè, tanto forte da far girare la testa all'inizio, un aroma così credo di non averlo mai sentito. Rumore metallico alternato a silenzio immobile. Non abbiamo giustamente potuto fotografare l'interno della zona di produzione, ma vi lascio alcune immagini colte nelle aree circostanti.

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Sapete qual è stato durante la visita l'aspetto che mi ha più colpito? Quello del caffè nei sacchi di juta, tutti meticolosamente sistemati in un grande magazzino. Lì vengono depositati appena arrivati da un lunghissimo viaggio, la Coffea nasce e cresce nelle regione tropicali ed equatoriali, con l'inizio della stagione delle piogge si aspetta la fioritura che darà vita ai frutti, le drupe rosse che custodiscono al loro interno i chicchi del caffè. Sono proprio questi chicchi che accuratamente selezionati e tostati arriveranno nelle nostre tazzine con tutto il loro intenso aroma.


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Illy Caffè è oggi una delle aziende italiane più conosciute al mondo, realtà famigliare giunta alla sua terza generazione, dopo la fondazione nel 1933 a Trieste per mano di Francesco Illy. Da sempre l'obiettivo che ci è posti è stato ambizioso, portato avanti con determinazione e caparbia: "Realizzare il miglior caffè al mondo". Anni di ricerche, studi, viaggi e tentativi hanno portato a un grande successo che vede il marchio non più solo simbolo di un grande caffè, ma anche di tutto ciò che attorno al mondo dell'arabica orbita. Basti pensare alle numerose macchine per il caffè espresso, alle famosissime tazzine realizzate da innumerevoli artisti internazionali nel corso degli anni e alla celebre Università del Caffè.

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Ed è proprio presso l'Università del Caffè, sita all'interno della struttura, che abbiamo trascorso due ore totalmente immersi in momenti di analisi sensoriale e approfondimento sulle nuove monoarabiche ed anche, con nostra sorpresa, sul cioccolato. La sede di Trieste è una delle ventitré sparse in tutto il mondo, un luogo dove si studia e si approfondisce ogni aspetto legato al meraviglioso mondo del caffè, con corsi dedicati ai professionisti (baristi, ristoratori, addetti ai lavori) o agli appassionati. Abbiamo avuto il piacere e l'onore di essere accompagnati in questo nostro viaggio dal responsabile dei corsi di divulgazione, Diego Allaix, e per alcuni momenti anche da Andrea e Riccardo Illy.

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Ho seguito spesso corsi ed incontri di degustazione su vino, birra e formaggi, con il caffè non mi era mai capitato; per la prima volta mi sono concentrata su ogni minima sfumatura di sapore ed aroma, ho lasciato liberi i sensi di spaziare e nonostante i discutibili risultati delle mie analisi, sono tornata a Milano con un bagaglio notevole di conoscenze. Acido ed amaro non hanno più segreti, o quasi, riesco a sentire i frutti di bosco e la frutta secca al primo assaggio.

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Prima di salutarci, lasciandoci alle spalle una bellissima giornata, ci è stato insegnato come realizzare un ottimo cappuccino. L'international barista trainer Darko Cuturic ci ha spiegato ogni minimo passaggio per preparare anche a casa quello che in tantissimi bar non sanno neanche lontanamente servire. Siamo diventati dei piccoli portenti, ho provato a riprodurre il cappuccino con la nostra macchinetta espresso ed è stato un successo, certo è che ora abbiamo grosse difficoltà a tollerare l'assaggio di cappuccini mediocri ovunque si vada.

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