venerdì 19 aprile 2013

Il Fuori Salone a Milano: al Boscolo Hotel con Siemens

Il Salone del Mobile ed il Fuori Salone sono per Milano un appuntamento tanto importante da condizionarne la mobilità dell'intera città, non c'è via che non sia coinvolta in un evento, una performance, un'installazione. Tutti parlano del Fuori Salone, dai baristi alla gente cool, dagli impiegati ai tassisti e mai come quest'anno il food ha avuto un ruolo da protagonista in una manifestazione in cui il design è la chiave di lettura di tutto. Il cuore di ogni casa è la cucina, ciò che pulsa in essa sono gli elettrodomestici e così Siemens durante i giorni di questa importantissima manifestazione dedicata all'arredamento ed al design ha scelto il ristorante Oltremare dell'Hotel Boscolo Milano per presentare i suoi forni e piani cottura caratterizzati dalle performance all'avanguardia, dai materiali di alta qualità e dalle linee moderne ed accattivanti.

La Sala è pronta, blu Siemens, nulla lasciato al caso

Sette giorni inseriti nel programma come "The Suite Dinner", sette opportunità da non perdere per gli amanti della buona cucina che grazie all'associazione Jeunes Restaurateures d'Europe hanno potuto gustare i menu di chef noti nel panorama nazionale ed internazionale, accompagnando le portate con vini di importanti aziende. La cena di cui sto per raccontarvi ha visto protagonista il giovane Chef Fabrizio Ferrari del Ristorante Al Porticciolo 84 di Lecco, l'ingrediente principale della sua cucina è il pesce, le portate della serata sono state la massima espressione di come questo chef poco più che trentenne conosca la materia prima e sia riuscito a trovare le formule migliori per valorizzarla. 

Lo Chef Fabrizio Ferrari

Quattro portate per altrettanti Champagne della G.H.Mum sapientemente abbinati per esaltare sapori e profumi di ogni portata. Entriamo nel vivo del Menu, intrigante fin dalla prima lettura.

Amouse Bouche (per aprire la cena con sensazioni che non dimenticherò). Quella che vedete nella foto è una combinazione di sapori forti, decisi, che in un solo assaggio ci hanno riportato al mare, nelle serate d'estate che profumano di buono, di spensieratezza. Sul fondo una maionese di piovra, ottenuta dall'acqua di cottura del cefalopode, che accompagna chips di nasello e pelle di ombrina.



L'antipasto era Polpa di Granchio atlantico, foglie piccanti, Worchestershire "Limegrette", polvere di ostrica & Champagne Brut Rosè GH Mum. Lo chef ci racconta della preparazione, di quanta cura hanno avuto nel pulire perfettamente il Granchio, ad ogni forchettata rispetto per il lavoro in cucina. Era buonissimo.



Mezze Millerighe di Gragnano e Pescatrice, pomodorini, capperi e olive fritte con acciughe & Champagne Brut Millesimé 2004 GH Mum. Un primo classico, una pasta di semola di grano duro che racchiude la tenacia del gusto campano, esaltata da un condimento che ha colori e profumi del Sud Italia. Se proprio dovessi trovare un difetto direi che la cottura poteva esser controllata meglio, ma sono preferenze personali, a noi piace mangiare la pasta "con l'anima" e la pasta di Gragnano è la massima espressione di ciò.



Filetto di Ombrina al vapore su Piselli frullati, cuoio di pomodoro, chicharrones, lattuga di terra e mare & Champagne Blanc de Blancs Grand Cru du Cramant GH Mum. Con il secondo siamo ritornati a gustare l'ombrina, ancora squisitamente pesce in un piatto divertente e dalla preparazione elaborata, nel pieno rispetto dei sapori originari delle materie prime. Ci è venuta voglia di mettere in funzione il nostro essiccatore dopo aver "sgranocchiato" la lattuga di terra e mare disidratata.



Tè earl grey, crema al coriandolo, fragole, meringa e olio di sesamo (pre dessert). Poteva essere tranquillamente identificato come un dessert ed invece è stato solo l'inizio dell'esplosione di sapore dolce di cui, da lì a poco, avremmo goduto.



Barretta Cioccolato e Caramello, latte, arachidi e mela & Havana Club Selection De Maestros. Un primo sguardo e pensavamo di avere davanti una merendina, di quelle che si portavano a scuola a 8 anni e si mangiavano durante la ricreazione. Ma il bicchiere di Rum ci ha riportato alla realtà e il sapore..be', che dire...non abbiamo avuto più alcun dubbio: vogliamo andare a trovare Fabrizio Ferrari al suo ristorante, sarà una gioia per i sensi e per l'anima, chiacchierare con un giovane chef di successo che dopo la laurea in economia ha deciso di mettersi ai fornelli e rivoluzionare la sua vita.


Gli elettrodomestici utilizzati durante gli show cooking erano  della Siemens, ci siamo imbambolati davanti al piano ad induzione  FreeInduction: l'unico utilizzabile a tutta superficie, permettendo il posizionamento di ben quattro pentole disposte come meglio si crede, ciò grazie a dei microinduttori che riconoscono automaticamente posizione, forma e dimensione della pentola concentrando in quel punto il calore per garantire una cottura uniforme. I forni sono stati gli altri grandi protagonisti, Serie 7 per una massima funzionalità e tecnologia d'avanguardia.

Direi che non mancava davvero nulla: ottimi vini, piacevole compagnia e piatti che ricordo perfettamente ancora a distanza di giorni...elemento fondamentale per avere la prova di quanto siano stati buoni.

1 commento:

  1. Ciao! Piacere di conoscervi sono paola del blog Cooking...e dintorni, innanzitutto grazie per essere passati nel mio blog ed essere diventati miei lettori. Ricambio volentieri e mi unisco anche io ai vostri followers, un abbraccio e a presto
    paola

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