lunedì 24 dicembre 2012

Le Pettole & La bambina che liberava i pastori

In casa SingerFood abbiamo un problema con il Natale: a me viene la sindrome "della decoratrice compulsiva" da metà Novembre, al punto di arrivare ad appendere ghirlande anche in bagno; Pietro si accorge che è Natale solo perché inciampa nel filo della serie  di luci colorate sistemata sulla libreria. E' stata mia madre a trasmettermi un ossessivo amore per tutto ciò che luccica, lampeggia, suona ed emette suoni tipo "Dindindin-Ohohoh" che sia strettamente legato a questo periodo. 

Ricordo nottate intere della mia infanzia trascorse a "liberare" i pastori avvolti nella carta di giornale dopo aver disfatto il presepe l'anno prima. Di solito per almeno 5/6 giorni casa era invasa da scatoloni ed aghi di pino, il tutto rigorosamente a partire dall'8 Dicembre. Non vivo più con i miei da alcuni anni, ma la storia si ripete ed io sono felice, ascolto l'entusiasmo di mia madre che per giorni e giorni cerca una nuova decorazione vista chissà dove (che poi alcune, secondo me, se le immagina che neanche esistono) e mi sento rassicurata. Mio padre trasporta scatole e la asseconda, ha capito che non ha alternative e che non può scappare; saprebbe dove trovarlo. E' rassegnato alla bassa manovalanza, un po' come lo ero io quando liberavo i pastori.

Ora mi fermo a riflettere e mi rendo conto che in casa nostra mi comporto esattamente come mia madre e vi dirò: ne sono orgogliosa. Quest'anno il nostro alberello è bello di un bello che più bello non si può. Senza modestia, per carità. Ogni anno decorazioni diverse, tutte rigorosamente hand made o low cost e il 2012 è il turno del "rosso piccante". Il resto dei dettagli ve l'ho mostrato su Instagram & FaceBook.

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Torniamo a Pietro. Il suo concetto di Natale è legato al cibo e me ne sono fatta una ragione, così tra un'argomentazione e l'altra sulla necessità primaria di avere un albero di almeno 2,10m di altezza trascorriamo il periodo natalizio rivisitando ricette tradizionali o riproponendo quelle delle nostre nonne in modo impeccabile.

Vogliamo farvi degli auguri un po' speciali per questo Natale 2012, al profumo di Pettole, calde come nella più classica delle tradizioni e accompagnate con ciò che più amate: salumi, cavolfiori, baccalà, miele o zucchero. Ci auguriamo e vi auguriamo di trascorrere i giorni di festa con il più scintillante dei vostri sorrisi. Un abbraccio.

Le Pettole

Ingredienti:

1/2 kg di farina 00
1/2 Cubetto di lievito di birra
1 patata
Acqua QB
Sale QB

Olio di Arachidi (per la frittura)

Lessiamo la patata ed una volta ben ammorbidita schiacciamola con una forchetta. Prepariamo l'impasto setacciando la farina in una coppa capiente e aggiungiamoci un bicchiere abbondante d'acqua temperatura ambiente in cui avremo fatto sciogliere il lievito. Amalgamiamo il tutto e aggiungiamo altri due bicchieri colmi d'acqua salata con un cucchiaio di sale fino. Impastiamo e pian piano incorporiamo nell'impasto la patata schiacciata. 

L'impasto sarà pronto per la fase di lievitazione quando risulterà appiccicoso e molto morbido; coprite bene la coppa e lasciatelo a lievitare per almeno 3 ore in una zona calda della casa. Dovrebbe aumentare di volume almeno del doppio, assumendo una consistenza ancora più soffice.

NB: scrivere della consistenza dell'impasto delle pettole credo sia peggio che cercare di spiegare lo stile a farfalla senza essere in acqua.

collage pettole

A questo punto procediamo con la frittura. Abbiamo deciso di usare l'olio di arachidi per concederci l'illusione che in questo modo la "frittura sia meno unta", ovviamente gli integralisti storceranno il naso preferendo l'olio ExtraVergine di Oliva. Siamo aperti al confronto. Prepariamo una coppetta piena d'acqua, servirà per immergere il cucchiaio con cui realizzeremo le sfere da friggere (vedete collage sopra).

Abbiamo avuto la possibilità di realizzare lo streaming della preparazione delle Pettole per un'iniziativa Vodafone e vi riproponiamo la registrazione, tra il serio e il faceto Pietro ci ha fatto mangiare delle Pettole da applausi commossi! 


pettole tre

Ci beviamo su il Salento Bianco "Mjere" di Michele Calò e Figli







3 commenti:

  1. C'è anche la versione salentina "sanmartinese". AUGURONI da Menuetto http://www.menuetto.it/menu-di-san-martino/#pittule

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  2. che belle queste pettole! mai mangiate ma devono essere buonissime! tanti auguri

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