venerdì 25 maggio 2012

Oldani, la cipolla, il web e Philips


L’evento è di quelli a cui non si può dire di no, arriva dagli adorabili Chiara, Claudio & Giovanni ed è tra gli appuntamenti segnalati nella Milano Food Week (se vi siete persi qualche dettaglio leggete QUI): un social blogger happy hour. Le premesse sono entusiasmanti, ci sarà lo Chef Davide Oldani del Ristorante D’O di Cornaredo a suggerirci come ottimizzare al meglio i tempi in cucina sfruttando, magari, alcuni strumenti di supporto come quelli della gamma Philips (di cui è da anni volto simbolo). O almeno questo pensavo prima di arrivare.

Con profondo dispiacere siamo giunti 20 min in ritardo all’appuntamento, giusto il tempo di perderci le note più calde di un’accesa divagazione tra chef e blogger sul ruolo di questi ultimi nel mondo della gastronomia e della ristorazione. Grazie a twitter ho potuto seguire tutto on line e una volta lì ho tratto le mie personali considerazioni sull'argomento di cui si stava discutendo.

                 

E’ doverosa una premessa. Stimo Oldani come professionista, siamo suoi clienti, quando si riesce a prenotare (i tempi così lunghi per trovare un tavolo libero sono degni dell’organizzazione dei matrimoni in Puglia) e condivido pienamente la sua filosofia in cucina. Detto ciò devo, però, sostenere che la sua visione del web e del mondo dei blogger è alquanto alterata rispetto alla realtà.

Ha in modo, più o meno esplicito, manifestato la sua mancanza di stima per la “categoria” blogger e temo che non sia informato su cosa realmente facciamo e su chi siamo. Lui parla di “vostro lavoro sul web”, ma il nostro non è lavoro (per intenderci soldoni non se ne vedono), dice che “se non amate tagliuzzare la cipolla, pulire, montare dovreste cambiare lavoro”. Aridaje, non è un lavoro, è una passione e se in cucina mi rilasso e non ho tempo di sminuzzare non devo cambiare mestiere devo solo acquistare un tritatutto, magari Philips. C’è gente che dovrà pur mangiare e sono miei cari, non clienti. C’ è stato un pensiero che ha espresso che più di tutti mi ha turbato “Non dovete più parlare di riciclo in cucina, non siamo nel dopo guerra, ormai se hai bisogno di qualcosa lo vai a comprare”. Ecco, non la penso assolutamente così. Se è rimasto del risotto non lo getto, ne faccio degli pseudo arancini. Se della pasta lessa avanza, la uso per una fritta. Le verdure in frigo? Le uso per un tortino. Ci sono ricette la cui ratio è il recupero: una su tutte il mondeghilo (#questapersonacarlo lo spiega egregiamente QUI); da milanese integralista lo chef Oldani dovrebbe saperlo, no!?

Chiarito che, nella maggior parte dei casi, quello del Food Blogger non è un lavoro e che non condivido alcune sue esternazioni, non riesco a dare tutti i torti allo Chef. Ho letto decine e decine di recensioni anonime e non in cui commenti e giudizi negativi si elargivano con leggerezza. Il web è un’arma, affilatissima, ci sono Food Blogger (potrei spendere con disinvoltura nomi e cognomi) che recensiscono un posto stroncandolo, poi si ritrovano lo Chef a pochi metri e non hanno il coraggio di avvicinarsi per esprimergli cosa pensano così come non hanno avuto il coraggio di esprimere il loro parere negativo a cena terminata. E’ più semplice nascondersi dietro allo schermo, mi pare un’ovvietà, non ho apprezzato i toni dello Chef Oldani, ma non riesco a biasimarlo. Più che offendermi come food blogger ho avvertito la necessità di riflettere.

Proviamo questa centrifuga Philips con Pietro! :)

I prodotti Philips da cucina hanno fatto da cornice a questa serata intensa, ne abbiamo osservato il funzionamento, valutato l’utilità ed iniziato a desiderare la centrifuga. Sono già in modalità “desiderio estivo di una bibita fresca”! E’ grave!? Ringraziamo Chiara, Claudio e Giovanni, riuscite sempre  rendere le serate sorprendenti e imprevedibili e noi…ci divertiamo da matti!

6 commenti:

  1. Cosa dire se non che sono d'accordo con te praticamente su tutto?
    Sull'essere foodblogger, sulla cucina del riciclo (trattasi sempre di cibo, serve per sfamarsi. Buttare, sprecare è uno schiaffo alla gente che muore di fame.), sul fatto che c'è gente che a volte si permette troppo senza averne competenze e anche sul fatto che Oldani ha avuto le sue buone ragioni.
    E poi, soprattutto, concordo sul fatto che Chiara, Giovanni e Claudio sono dei grandi e ci fanno divertire sempre tantissimo!! :D

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  2. Non è la prima volta in tempi recenti che sento i grandi chef parlar male dei foodblogger ,concordo in pieno con il tuo pensiero, vivo queste esperienze un pò in disparte per cause logistiche purtroppo- non riesco a partecipare agli eventi che ruotono attorno al mondo gastronomico e me ne rammarico ma credo che tutto questo parlare sia dovuto al fatto che il popolo del web stia sempre più prendendo piede nel mondo reale e penso che la nostra opinione non può essere ignorata, ovvio che bisogna essere seri e leali in quello che si fa e si dice...anche se il nostro non è un lavoro!!! ;)

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  3. mi sento chiamata in causa a proposito di questa discussione...eheheh
    ho pubblicato anche io il mio post sull'argomento.
    Ho difeso la categoria dei foodblogger,probabilmente si fa un po' di confusione tra foodblogger e chi semplicemente scrive recensioni qua e là, divertendosi anche a farle il più negative possibili.
    Comunque è stata una bella discussione, il confronto è sempre costruttivo.

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  4. Faccio francamente fatica a capire il nesso tra chi su web recensisce ristoranti e chi su web fa il foodblogger (inteso come chi scrive ricette e realizza i piatti) visto che sono due cose a se e quasi mai le si trovano nello stesso blog. Non mi sorprende la superficialità di Oldani (non essendo in internet nemmeno con un sito web) probabilmente è più afferrato su TV e presenzialismo ;-) visto che lo si trova ovunque.
    Detto ciò non mi è chiaro di che si lamentava Oldiani...

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  5. Il punto è: esistono foodblogger e foodblogger. Foodblogger mossi da passione e "divertimento" che prendono comunque seriamente e professionalmente questo modo di fare "cucina", di prendere il tempo per scrivere, di confrontarsi, cosa assolutamente non facile e da non sottovalutare e cosa che, il Signor Oldani, a mio parere, non è in grado di fare. Il confronto è anche 'allinearsi' con l'altro, "abbassarsi" al livello degli altri. Un concetto abbastanza POPolare, non credete? Eppure a lui riesce molto difficile e molto più facile gli riesce mettersi su un piedistallo.
    Foodblogger che si prendono il tempo partecipare ad eventi e cene ATTIVAMENTE, alla ricerca di continui stimoli da cui trarre ispirazione. Foodblogger che si impegnano a creare una nuova ricetta, che prendono del tempo a raccontare e raccontarsi, a mettere a nudo le proprie scoperte e soprattutto le proprie ricette; foodblogger che impiegano del tempo prezioso per fare ricerche su un prodotto piuttosto che su un ingrediente. Foodblogger attivi, B-R-A-V-I, interessati e interessanti.

    Poi ci sono altri foodblogger che, semplicemente, non sono tutto questo. Sono altro. Ma siccome chi in rete scrive di cucina e ricette su un blog -di qualsiasi tipo e livello- viene etichettato come foodblogger, ecco che allora si cade nella GENERALIZZAZIONE e soprattutto nell'ignoranza, intesa come colui/colei che IGNORA cosa sia veramente l'attività di fooblogging.


    Detto questo, chiudo dicendo che NON posso negare la stima che ho per Davide Oldani. E' bravo, molto bravo e ci sa fare anche con il marketing e la comunicazione. Forse però è più bravo a comunicare attraverso i libri che non di persona e, forse, dovrebbe anziché criticare a tutto spiano imparare a guardarsi intorno e ad ascoltare e apprezzare anche chi sta qualche -o molti- gradino sotto di lui.


    Grazie per questo bel post Fra
    un bacione

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  6. Ho molto apprezzato gli interventi a qst post, hanno generato un sano confronto dal vivo e in rete, grazie di cuore a tutti. Sono momenti di crescita del pensiero importanti! :)

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